Chiacchiere da Bar Sport
- @ Bar Billi
Le storie di Stefano Benni raccontate al Bar Billi
È perfettamente inutile che un bar possieda un buon biliardo, se non ha un buon scemo da bar. Stefano Benni
Bar Sport è il catalogo esilarante di eroi ormai coronati dall’aureola del mito, la personale comedie humaine di Stefano Benni. Un mondo che sembra scomparso — i flipper sgangherati, le chiacchiere tra avventori, le paste esposte nel bancone, le smargiassate — e che invece resiste qua e là, in alcuni luoghi che hanno saputo mantenere quell’atmosfera, quell’attitudine alla battuta pronta, al soprannome facile, all’iperbole surreale tipicamente petroniana.
Bar che custodiscono una memoria collettiva, sopita ma ancora viva.
A distanza di un anno dalla scomparsa di Benni facciamo rivivere quelle storie, ambientandole in un bar che mantiene il sapore di un tempo.
Un bar dove le ore scorrono lente, accompagnate da bicchieri di vino, caffè e conversazioni tra bancone e tavolini. Un bar dove i gagliardetti del Bologna rosseggiano un po’ stinti, dove i flipper sono diventati ornamentali, dove gli avventori si fanno compagnia commentando con disincanto e ironia i fatti del giorno.
Un bar in cui ancora oggi può accadere che un cliente arrivi, si sieda, ordini un bianchetto e cominci a raccontare agli astanti, ad alta voce, la storia della Luisona — la brioche mummificata che occhieggia al consumatore ignaro —; dell’insegna sghemba raddrizzata dall’ingegno di un avventore; del cinno che chiede un cono gelato alto quanto le Due Torri; della cassiera ammaliatrice che seduce il timido ragioniere per poi innamorarsi all’istante dei muscoli del panettiere; del tecnnico (con due “n”) che declina la formazione della Nazionale; del Cenerutolo, il lavapiatti che sogna di fare il cameriere; del Piva, calciatore dal tiro portentoso.
Lì, nel caldo afoso dell’estate in città, abbiamo immaginato di generare piccole allucinazioni.
Personaggi che si staccano dalle pagine di Benni e acquistano corpo e voce grazie ad attori e narratori che quel modo di raccontare ce l’hanno da sempre nelle corde: Giorgio Comaschi, Giuseppe Attanasio, Maurizio Cardillo, Umberto Fiorelli, Filippo Pagotto,Tita Ruggeri, Andrea Santonastaso.
Li abbiamo immaginati apparire come pop-up, a diverse ore del giorno, appoggiati ai banconi o tra i tavolini all’aperto, tra chi beve e gioca a carte, a raccontare le storie che Benni ci ha lasciato in eredità.
Non spettacoli frontali, ma incursioni brevi, inattese, disseminate nei quartieri della città.
Apparizioni da dieci o quindici minuti che entrano nella vita reale dei bar, si confondono con essa e la trasformano per un attimo in letteratura condivisa.
Una chiamata irresistibile per tutti noi a fare da comparse e rivivere, almeno per un momento, quel tempo che fu.
Le storie di Stefano Benni tornano quindi nei bar della città attraverso incursioni teatrali brevi e inattese. Tra un caffè, una partita a carte e un bicchiere di vino, attori e narratori appaiono a sorpresa nei locali trasformando per pochi minuti la vita quotidiana del bar in letteratura condivisa.
Un progetto di Mismaonda
5 giugno ore 11.00 / 12.30 / 14.30
6 GIUGNO ore 10.30 / 11.30 / 12.30
Ingresso è libero fino a esaurimento posti.
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