Festival 4 - 8 giu 2025
Reading group

Un libro in borsa

cover of Un libro in borsa
Contacts Biblioteca Salaborsa Piazza Nettuno, 3, Bologna bibliotecasalaborsa@comune.bologna.it Website

Gruppo di lettura dedicato alla narrativa contemporanea, ai classici e agli autori esordienti | Biblioteca Salaborsa

Quando e dove

Gli incontri si tengono il secondo martedì del mese, tutti i mesi dell'anno, escluso agosto, alle 17.30, nella Sala Conferenze, al 2° piano della biblioteca.

Calendario degli incontri 2026

  • 13 gennaio | Giorgio BassaniGli occhiali d'oro
  • 3 febbraio | scelta del nuovo programma di lettura
  • 10 febbraio | Ivan S.TurgenevPadri e figli, traduzione di Mirco Gallenzi (Mondadori) - Paolo Nori (Feltrinelli) - Margherita Crepax (Garzanti)
  • 10 marzo | Georges Simenon, Tre a camere a Manhattan, traduzione di Laura Frausin Guarino (Adelphi e RCS - Corriere della Sera) e di Torquato Padovani (Periodici Mondadori) 
  • 14 aprile |  Guzel' JachinaZuleika apre gli occhi, traduzione di Claudia Zonghetti (Salani)
  • 12 maggio | Edith WhartonL'età dell'innocenza, traduzione di Sara Antonelli (Feltrinelli) - Mariarosa Bricchi (Bompiani) - Alessandro Ceni (Rizzoli) - Pietro Negri (Newton Compton)
  • 9 giugno | Alaa FarajPerché ero ragazzo (Sellerio)
  • 14 luglio | Kazuo IshiguroQuando eravamo orfani, traduzione di Susanna Basso (Einaudi) 

Come

Il gruppo sceglie una volta l'anno il programma di lettura di tutta la stagione, alternando nella scelta libri di narrativa contemporanea, classici e di autori esordienti.

Gli incontri avvengono in presenza, ma per chi volesse partecipare da casa è disponibile un collegamento Meet al quale puoi accedere compilando questo modulo Google.

La partecipazione è libera, gratuita e aperta a chiunque.

Sul gruppo di lettura

Un libro in borsa è il gruppo di lettura storico della Biblioteca Salaborsa, attivo da gennaio del 2011.

Upcoming events
Un libro in borsa 2025-2026
Il gruppo di lettura dedicato alla narrativa contemporanea, ai classici e agli autori esordienti
  • February 11, 2025, 5:30 PM
  • March 11, 2025, 5:30 PM
  • April 8, 2025, 5:30 PM
  • May 13, 2025, 5:30 PM
  • June 10, 2025, 5:30 PM
  • July 8, 2025, 5:30 PM
  • September 9, 2025, 5:30 PM
  • October 14, 2025, 5:30 PM
  • November 11, 2025, 5:30 PM
  • December 9, 2025, 5:30 PM
  • January 13, 2026, 5:30 PM
  • February 3, 2026, 5:30 PM
  • February 10, 2026, 5:30 PM
  • March 10, 2026, 5:30 PM
  • April 14, 2026, 6:00 PM
  • May 12, 2026, 6:00 PM
  • June 9, 2026, 6:00 PM
  • July 14, 2026, 6:00 PM
Reading
Perché ero ragazzo
by Alaa Faraj
cover of Perché ero ragazzo
Where can I find this book in Bologna?
Abstract
Nell'agosto del 2015 la Libia è un paese devastato dalla guerra civile, l'Italia dista 500 chilometri, circa un'ora di volo, Alaa ha appena 20 anni. È uno studente di ingegneria, una promessa del calcio libico, alle spalle una famiglia pronta a sostenerlo nel suo sogno: raggiungere l'Italia, un nuovo inizio, la speranza concreta di un futuro felice. Ottenere un visto, però, è impossibile, i canali umanitari non esistono, l'unica strada è salire a bordo di un barcone con due amici, anche loro calciatori. Durante quella maledetta traversata 49 persone muoiono soffocate dentro la stiva. I giornali parlano di «strage di ferragosto». Accusato di essere uno degli scafisti, Alaa afferma da anni la sua innocenza. Ha accettato il ruolo del detenuto, non accetterà mai quello del criminale. Ha scritto questo libro in prigione, in un italiano appreso dentro le celle, in una lingua naturalmente delicata, ironica, piena di stupore. Lo ha scritto lettera dopo lettera, inviandole ad Alessandra Sciurba, conosciuta in carcere durante un laboratorio, da anni la voce e il volto della battaglia di Alaa per la verità. "Perché ero ragazzo" è il racconto di un viaggio fatto di speranze e pericoli, l'indecenza delle morti per mare, l'arresto, la condanna, i primi 10 anni di carcere. Alaa Faraj ripercorre la sua storia con uno sguardo sbigottito e una paradossale fiducia nello Stato: le indagini forse frettolose, sulla base di poche testimonianze di persone sotto shock, la vita dietro le sbarre, la voglia di studiare, la felicità di certi incontri, la necessità di resistere, la paura e la frustrazione sempre in agguato. La sua battaglia per la libertà è diventata la battaglia di scrittori e artisti, attivisti come don Ciotti, giornalisti d'inchiesta, programmi Rai, Le Iene, quotidiani nazionali, un'attenzione che non accenna a scemare. Sono più di 3.000 le persone arrestate negli ultimi dieci anni in Italia come «scafisti» - nella sentenza dei giudici «l'ultima ruota di un mostruoso ingranaggio del traffico di vite umane» - ma è noto che i trafficanti, quelli veri, rimangono a casa senza rischiare, spesso agendo in continuità con le autorità del loro paese, e non solo.
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